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Élite: recensione della nuova serie tv Netflix

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Guagliù qui sotto potete trovare la mia recensione sulla prima stagione di Élite

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Trainata dal successo de “La Casa di Carta“, da cui Élite attinge alcuni degli attori, il nuovo teen-drama spagnolo riesce, in parte, nel suo intento: ovvero quello di affascinare gli adolescenti di mezzo mondo.

Si perché in Élite non si fa altro che esasperare le voglie e le incertezze di un* qualsiasi ragazz* così da renderle estremamente drammatiche. Nulla di nuovo sotto al sole, sono abituato a questo tipo di serie e spesso mi piacciono. Il problema in questo caso, si trova nella voglia degli autori di voler dire troppo.

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Élite segue la moda del momento, la struttura dei personaggi è molto simile a quella che abbiamo già visto in Tredici: nessuno è bravo al 100%. Ed è probabilmente questo che dona alla serie un certo fascino. L’individualismo non è mai stato così potente nella nostra società, ed è giusto che venga evidenziato.

I primi minuti della serie – così come tutti gli altri episodi – sono dedicati ad un flash-forward. Siamo catapultati sul luogo di un delitto, non ci viene rivelato l’omicida né la vittima. Appena termina l’anticipazione veniamo bombardati dai profili e dal background dei protagonisti che, si dividono in due macro categorie: Ricchi e Poveri.

La Trama

La storyline principale riguarda Marina, una ragazza nel pieno della sua adolescenza, che si ritrova a dover lottare contro la propria famiglia perché troppo poco inclusivi, verso chi non ha il loro stesso tenore di vita. O almeno questo è quello che ci viene detto all’inizio, ma in realtà la famiglia Nunier Osuna, associa le persone meno abbienti, ad un fatto avvenuto un anno prima, che ha cambiato per sempre la vita di Marina.

Come dicevo all’inizio, in Élite si concentrano una quantità incredibile di situazioni sociali: ricchi contro poveri; Omofobia: HIV; Odio razziale e chi ne ha più ne metta. Ma Il problema è che non tutto viene affrontato in modo consono. Ed è un vero peccato.

D’altro canto sono stato colpito dal finale, l’omicida non è per niente scontato e funziona alla perfezione. Quello che c’è dietro al movente convince, soprattutto per via della complessa psicologia del personaggio.

I Personaggi

Sono stato molto colpito da Carla(Ester Expósito) un vero lupo travestito da agnello, ma oltre alla sua anima dark nascosta dai capelli biondi, si cela uno dei personaggi più dinamici dell’intera serie; sicuramente più di Samuel(Itzan Escamilla), noiosissimo. Marina esprime invece la voglia di libertà, ed un po’ mi dispiace che venga associata ad una breve vita piena di disavventure.

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Ho trovato molto interessante la famiglia Shanaa, Nadia ed Omar sono ciò che più odiano in una famiglia Islamica tradizionale, la prima vuole essere una donna potente ed indipendente, Mentre Omar è omosessuale, e non c’è davvero bisogno di spiegazioni qui.

Conclusione

Per concludere direi che Elité è un buon prodotto con un ottimo potenziale. Sono un fautore dei teen-drama, e sono convinto che la prossima seconda stagione della serie possa regalarci delle belle cose, solo che ecco, se posso permettermi un consiglio, eviterei di aggiungere altra carne al fuoco.