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DARK: e se il 2019 non fosse il presente? | Recensione

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DARK è la prima serie tv tedesca ad essere prodotta da Netflix, e bisogna dire che è riuscita fin da subito a catturare le attenzioni sia del pubblico sia della critica. Ma cos’è che rende così appetitosa DARK? Cosa la rende speciale agli occhi di chi la guarda?

Trama

Sicuramente vi sarete già ritrovati a leggere altri articoli in cui vi viene riproposta la trama della serie, quindi io passerei direttamente al mio commento personale sulla storia.

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Il titolo della serie non lascia spazio all’immaginazione, tutti noi abbiamo questa strana voglia di scoprire cosa si cela nell’oscurità, siamo curiosi, e gli autori di DARK sono riusciti a creare un mondo capace di mettere in conflitto le idee dello spettatore, così da portarlo a voler sapere sempre di più sulla verità dei fatti.

Ho trovato decisamente interessanti i viaggi nel tempo, ne ho apprezzato l’originalità, le regole che muovo lo spazio-tempo sono davvero belle, ti costringono a dover usare la logica e questo ti fa sentire parte della serie tv.

In molti hanno trovato complicato seguire le varie linee temporali, io invece non ho avuto particolari problemi, ed ho sempre riconosciuto i protagonisti in età diverse tra le varie epoche. Anzi a volte ho quasi odiato la brutale scelta di svelare, attraverso l’uso dello split screen, chi fosse chi, nei vari anni.

Mi va di sottolineare che DARK non ha nulla da spartire con Stranger Things, sono due prodotti totalmente diversi. Ecco se esistesse il multiverso, direi che fanno parte di due diversi universi che non si incroceranno mai.

Personaggi

I personaggi di DARK sono forse la parte meno pregiata della serie, ma credo che sia stato fatto apposta. L’autrice ha deciso di non caratterizzarli troppo, ha dato ad ognuno un po’ di personalità, ma noi non sappiamo sempre tutto quello che pensano, li vediamo agire, ed è ciò che conta in tutta la serie. Certo, alcuni sono davvero orribili e nauseanti, vedi il personaggio di Lisa Vicari(Martha Nielsen).

Secondo me uno dei migliori personaggi, poco sviluppato, ma con del potenziale enorme, è quello di Charlotte Doppler(Karoline Eichhorn). La sua adolescenza è strana e misteriosa, e la sua famiglia non è da meno. Tra l’altro trovo che sia stato uno dei pochi personaggi ad avere a disposizione un’ottima attrice.

Scenografia, Fotografia, Costumi, Regia e Soundtrack

Le cose che ho maldestramente elencato qui sopra, è tutto il buono di DARK. Le ambientazioni estremamente fredde accentuano ancor di più i misteri che si trovano all’interno di Winden. I costumi di scena caratterizzano molto bene i personaggi più importanti, come potrei non citare la mantella impermeabile gialla che indossa Jonas? Bellissima.

La regia non mi ha sempre entusiasmato, ma ha comunque portato a termine le proprie intenzioni. In alcuni punti è riuscita ad evidenziare dettagli che ci hanno fatto scoprire qualcosa in più o, nei momenti migliori, a crearci dubbi e domande a cui non sapremo rispondere, nemmeno dopo aver terminato la visione dell’intero ciclo di episodi.

Ciò che davvero mi ha colpito però è stata la soundtrack della serie. La canzone della sigla, per quanto brutta e triste, ti entra in testa e ti ritrovi a canticchiarla durante il giorno. I momenti di suspance sono evidenziati da un rumore sordo crescente, che verso la fine perde forza velocemente, quasi ad evidenziare che qualcosa sia rimasto in sospeso.

Effetti speciali

Gli effetti speciali in DARK non sono molti, sono quasi del tutto assenti, ed è forse il suo punto di forza. Per “effetti speciali” ovviamente intendo quelli ricreati in computer grafica, e non quelli di scena. Nell’ultimo episodio però gli autori hanno sentito il bisogno di ricreare un buco nero, o un qualcosa di simile, il risultato è stato decisamente scadente, avrei preferito che non ci fosse.

Considerazioni finali, teorie, domande e ciaone…

La serie DARK di Netflix mi è piaciuta, non la considero un capolavoro, ma è assolutamente intrigante. Una delle cose che mi ha affascinato di più è il modo in cui gli autori hanno intrecciato scienza e religione. Sono sicuro che con una seconda stagione, riusciranno a fare ancora meglio in questo senso. Svelandoci dei retroscena ancora più oscuri.

In DARK ci viene spesso ripetuto che il wormhole fa viaggiare le persone nel tempo di 33 anni nel futuro o nel passato. Ma nessuno può scegliere dove andare, e visto che ci sono solo due vie, oltre al presente, ho immaginato che una persona, potesse andare solo in avanti o indietro nel tempo, e sempre e solo di 33 anni. Quindi proprio non riesco a spiegarmi come Ulrich sia riuscito a viaggiare fino a 66 anni nel passato, passando dal 2019 al 1953.

Un’altra domanda che continuo a farmi e a cui non riesco a darmi una risposta sensata è, perché gli autori hanno scelto di mostrarci il 2019? Forse perché non è il reale presente della timeline della serie? Forse perché chi sta creando tutto questo casino sono quelli che vengono dal 2052? Infondo gli autori per tutto il tempo, non hanno fatto altro che ripeterci “il futuro può influenzare il passato”.


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