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Star Trek: Discovery – ecco le mie prime impressioni!

Credit Netflix

Star Trek: Discovery arriva dopo ben dodici anni dall’ultima serie con protagonista l’equipaggio dell’Enterprise, lo show televisivo va in onda su CBS All Access, un canale americano, ma per nostra fortuna, Netflix ha deciso di portare in contemporanea, con un solo giorno di ritardo, ogni settimana i nuovi episodi della serie.

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Vorrei strutturare queste mie prime impressioni in 5 punti, così da poter condividere al meglio con voi le vibes che ho provato.

La trama

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In poche parole, ciò che possiamo vedere, per quanto riguarda la trama, in questi primi due episodi di Star Trek: Discovery è una sorta di prequel di quello che sarà poi la serie, ciò che in effetti ci viene mostrato non è la navicella spaziale Discovery, ma la U.S.S. Shenzhou, con a bordo il primo ufficiale Michael Burnham, ed il capitano Philippa Georgiou. Oltre ovviamente al resto dell’equipaggio.

La U.S.S. Shenzhou viene inviata dalla flotta stellare a sistemare un satellite ripetitore danneggiato, ai confini del territorio della federazione. Tutto fila liscio, fino a quando non si annida il dubbio tra l’equipaggio che il ripetitore non si sia stato danneggiato da eventi naturali, ma da una forma di vita intelligente. Il capitano Philippa Georgiou scettico, ed estremamente positivo, intensifica comunque la ricerca di oggetti non identificati intorno a loro, sotto la pressione di Michael Burnham e Saru(ufficiale scientifico). E’ così che trovano qualcosa che cerca di occultare la propria posizione ostacolando il funzionamento dei sensori ottici della Shenzhou.

Il primo ufficiale Michael Burnham decide di farsi avanti, vuole andare da sola a vedere cosa c’è lì fuori, lo fa e ciò che trova è un qualcosa di decisamente inaspettato – non vado oltre, per non fare spoiler indesiderati -.

I Personaggi

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Sonequa Martin-Green mi è piaciuta davvero tanto nei panni di Michael Burnham, so che a molti questo personaggio potrà sembrare strano, un po’ alienante per certi versi, ma è giusto che sia cosi. E’ il primo essere umano ad aver studiato al Centro della Conoscenza di Vulcano e all’Accademia delle Scienze vulcaniana, non ha avuto contatti con gli umani, le hanno insegnato a reprimere i propri sentimenti, ma lei è comunque in continua combutta con se stessa, non sa mai se sta agendo con la logica o spinta dai propri sentimenti umani.

La personalità di questo personaggio è decisamente complessa, non sarò stato affatto facile per Soneque interpretarlo.

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Purtroppo non posso esprimermi su tutti i personaggi, perché di fatto, come ho già ripetuto fin troppe volte, i veri protagonisti di Star Trek Discovery li conosceremo la prossima settimana. Ma tra quelli che incontreremo di nuovo c’è Saru, è un ufficiale scientifico della flotta stellare, ed anche il primo della sua specie, i Kelpien, a lavorare per la federazione. L’ho trovato estremamente simpatico, mi piace il suo aspetto, i suoi occhi azzurri, inaspettatamente molto espressivi, ma me lo sarei dovuto aspettare, visto che ad interpretare questo personaggio è Doug Jones, famosissimo attore e mimo americano.

Voglio spendere due parole per Philippa Georgiou, il personaggio interpretato da Michelle Yeoh. Per tutta la durata dei due episodi non mi ha mai convinto del tutto, mancava qualcosa, speravo che Philippa esprimesse tutto il suo appeal da comandante, ma così non è stato. La risposta del perché mi è stata data alla fine del secondo episodio, una volta che l’avrete visto, capirete che gli autori hanno intenzionalmente dato poca verve al personaggio.

Scenografia

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La scenografia di Star Trek: Discovery è studiata nei minimi particolari, l’ho trovata semplicemente magnifica, non riuscirei a trovarvi un difetto nemmeno a volerlo. Le navicelle sono bellissime, sia quelle della flotta stellare sia quelle dei Klingon; hanno una personalità decisa, dall’anima esoterica che va a sposarsi perfettamente con la cultura di questa razza.

Mi sono piaciuti molto i costumi, cavolo guagliù la tuta spaziale indossata da Michael Burnham, è spettacolare, mi ha lasciato davvero senza fiato. Per non parlare dell’incredibile scenario presente intorno alla missione della U.S.S. Shenzhou, ci sono questi due soli che collidono, e che stanno per dar vita ad una nuova galassia. Fantastico.

Effetti speciali

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La computer grafica in Star Trek: Discovery è decisamente al livello di qualsiasi produzione cinematografica di genere fantascientifico. So che possono sembrare delle parole forti, ma parliamo di una qualità decisamente elevata dei dettagli. Lo spazio è fatto davvero bene, gli effetti come il teletrasporto, mi piacciono davvero tanto. Se proprio dovessi trovare un difetto, non mi piace il modo in cui le navicelle appaiono dopo una curvatura, ma è una piccolezza. Di fatto tutto il resto è estremamente perfetto. Un vero e proprio porno di qualità per gli amanti del genere sci-fi.

Considerazioni finali

I primi due episodi danno delle ottime basi a questa nuova serie di Star Trek, li ho trovati equilibrati, forse non dal punto di vista umoristico, ma narrativamente parlando non è mancato nulla, gli autori hanno fatto un gran bel lavoro, chiunque può avvicinarsi a questa serie, anche chi non ne sa nulla del mondo di Star Trek, in poche battute sono riusciti ad introdurre grossomodo la cultura vulcaniana, i Klingon, senza appesantire mai il telespettatore. Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato strutturato questo nuovo inizio, decisamente inaspettato, mi ha stupito ed è ciò che volevo. Per gli amanti del vintage, non mancano citazioni alla serie originale.

Potremmo stare qui a comparare i cattivi ed i buoni di questo mondo inventato, con il nostro, trovando delle similitudini nella politica, nel terrorismo. Ma credo che per ora sia semplicemente qualcosa di forzato.

Mi va di sottolineare però un piccolo particolare, che probabilmente la dice molto sull’anima di Star Trek: Discovery, la protagonista vera e propria è una donna, ed è se vogliamo, una piccola rivoluzione, la serie sottolinea silenziosamente questa cosa, forse lo avrò notato solo io, ma durante la battaglia che avviene tra i Klingon e la flotta stellare, durante un momento di difficoltà per la U.S.S. Shenzhoum, l’Ammiraglio Anderson arriva e salva le due donne, ed in quel momento mi son detto “la solita storia della principessa che viene salvata dal macho di turno” ed invece no, non avviene questo, ed è stato in quel momento che ho capito la nuova natura di Star Trek.

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