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The OA: recensione della nuova serie tv Netflix

Netflix qualche giorno fa ha rilasciato a livello mondiale una nuova serie tv Sci-Fi dal nome “The OA”. Fin dai primi minuti questa serie fa capire quanto sia diversa da tutte le altre cose che abbiamo visto sino ad ora. Voglio andare con ordine e darvi qualche informazione di base prima di andare ad analizzare The OA.

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La storia è incentrata sul ritorno di una giovane ragazza dopo ben sette anni dalla sua scomparsa. Prairie Johnson(Brit Marling) purtroppo è una non vedente, o almeno, lo è stata fino ad un certo punto. I suoi genitori la ritrovano grazie ad un video virale su youtube, in cui appare una donna, in un evidente stato confusionale intenta a suicidarsi lanciandosi da un ponte. Da quel momento la serie inizia a dare pian piano informazioni che, in un modo o in un altro, riescono a farci capire la storyline di base che va ben oltre a ciò che è successo in quei sette anni alla povera Prairie.

Ciò che più ho apprezzato in The OA è la ricerca di originalità, il voler raccontare una storia che ha più dimensioni, in un modo del tutto nuovo. Durante i primi minuti dell’episodio pilota i dialoghi sono decisamente poco intelligenti, soprattutto i tempi, sembra tutto sfasato. La prima cosa a cui ho pensato è stata “Questa serie tv fa cagare”. Andando avanti nella visione ho notato un cambio significativo dei dialoghi e dei loro tempi. Gli autori in The OA hanno creato un grande puzzle che viene dato allo spettatore con tanti pezzi mancanti. Di fatto anche guardando la serie tv fino alla fine, si avrà sempre quella sensazione di avere ancora tante domande e poche risposte. E questa è un po’ l’arma vincente di questo prodotto.

In The OA viene trattato il tema della pre-morte. Non è un argomento facile da sostenere, però gli autori ci sono riusciti in pieno. Facendo qualche piccola ricerca online, ho notato come siano riusciti ad unire  le varie teorie e le testimonianze di chi ha vissuto questa esperienza, sia da un punto di vista scientifico sia religioso senza però mai dare una visione netta sulla cosa. Anche i protagonisti stessi non fanno mai riferimenti in modo diretto ad una religione o al mondo della scienza, ma c’è tutto questo, e tu da telespettatore sei lì a chiederti continuamente cosa sono queste esperienza di pre-morte, cosa le mette in moto.

In questa recensione non voglio fare spoiler, quindi non racconterò altro sulle vicende della serie tv.

Non sono un esperto di fotografia, ma non è difficile notare come l’ambiente ci viene presentato in modo diverso dalle solite serie tv americane. A livello cromatico i colori e le ambientazioni ricordano di più una produzione inglese. Ho apprezzato molto questa scelta. Non sono molto d’accordo sulla scelta di non voler mostrare a pieno le personalità ed il vissuto dei vari personaggi. A parte qualche eccezione come Steve Winchell(Patrick Gibson) ed ovviamente la protagonista stessa. Ho decisamente amato il personaggio della professoressa Betty(Phyllis Smith), trovo che sia quello meglio riuscito della cerchia dei cinque.

In fine vorrei dire che su The OA ci sarebbero tantissime cose da dire, questa serie tv tratta moltissimi temi interessanti, oltre alla pre-morte, c’è questo continuo riferimento al multi-universo che è una cosa che mi affascina molto. Ma sono arrivato già a quasi 600 parole e non vorrei annoiare nessuno. The OA mi piace, vorrei poter subito guardare anche la seconda stagione! Dannato Netflix, mi hai abituato male.

*Una piccola curiosità, Brit Marling, che interpreta la protagonista è anche l’autrice stessa della serie, è più brava come scrittrice che come attrice…


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